lunedì 18 gennaio 2010

1 DICEMBRE 2009-ULTIMA LEZIONE




Finalmente ecco l'elenco definitivo delle prove da realizzare per l'esame di gennaio.
Per vedere i lavori realizzati dal nostro gruppo fate riferimento a www.mediafire.it corso MATELSUP2, GRUPPO ZAINETTO.
Nello stesso sito pote trovare anche le mie prove individuali tra cui l'intervista a una mia amica geometra e l'intervista virtuale all'architetto Giuseppe Terragni.

30 NOVEMBRE 2009-IL NOSTRO CAPOLAVORO


Abbiamo un po' faticato a tenere il ritmo del corso, perchè le diverse prove si accumulavano e il tempo a lezione era veramente poco.Comunque parallelamente a casa abbiamo approfondito le attività proposte dal prof. Questa mattina ci siamo trovate in università per l'ultima fase di realizzazione della storia raccontata attraverso l'uso di figure realizzate con il tangram.
Abbiamo scelto IL MAGO DI OZ.
Abbiamo suddiviso la storia in scene, abbiamo scelto le foto per gli sfondi e poi costruito i personaggi. Ognuno l'abbiamo identificato con un colore.
Crediamo sia un'attività molto bella da proporre in classe, per coninvolgere davvero i bambini e attivare tante abilità contemporaneamente e in modo ludico.
Inventare una storia, creare i personaggi della giusta grandezza, predisporre gli sfondi e assemblare il tutto nella giusta successione.

BELLO PROPRIO BELLO! anche perchè è stato davvero importante collaborare con gli altri componenti del gruppo.

17 NOVEMBRE 2009-IPLOZERO


un'altro programma della famiglia di qq.storie.
Abbiamo provato a usare iplozero per realizzare la curva di koch.
La generazione della curva di Koch avviene grazie all’esecuzione ripetuta di un programma di istruzioni o procedura ricorsiva: è una procedura perché precisamente definita da un numero finito di passi, è ricorsiva perché viene ripetuta meccanicamente. L’algoritmo della curva di Koch è molto semplice, consiste in un ripetizione del ciclo seguente. Partendo da un segmento di determinata lunghezza:
1. dividere il segmento in tre segmenti uguali;
2. cancellare il segmento centrale, sostituendolo con due segmenti identici che costituiscono i due lati di un triangolo equilatero;
3. tornare al punto 1 per ognuno degli attuali segmenti.

FRATTALI
La definizione più semplice e intuitiva descrive il frattale come una figura geometrica in cui un motivo identico si ripete su scala continuamente ridotta. Questo significa che ingrandendo la figura si otterranno forme ricorrenti e ad ogni ingrandimento essa rivelerà nuovi dettagli. Contrariamente a qualsiasi altra figura geometrica un frattale invece di perdere dettaglio quando è ingrandito, si arricchisce di nuovi particolari.

Un esempio di frattale è la Curva di Koch.
La curva di Koch, o a fiocco di neve, inizia come perimetro di un triangolo equilatero. Inserendo al centro di ciascun lato un nuovo triangolo equilatero di lato pari ad 1/3 del lato di quello precedente, la figura diventa così una stella a sei punte. Il passo successivo consiste nell’aggiungere altri 12 triangoli più piccoli nel centro del lato di ogni stella. Continuando il processo mediante l’inserimento di triangoli sempre più piccoli, si ottiene il fiocco di neve di Koch.

3 NOVEMBRE 2009- GIOCHIAMO CON LE ANIMAZIONI COMPIUTERIZZATE


Animazioni brevi con Pivot stik figure animator
In questa lezione sento parlare per la prima volta di questo strumento che permette di creare delle semplici ma carine animazioni al computer: basta scegliere uno sfondo e inventare, quindi, un personaggio da muovere nello spazio.
é uno strumento in più per lavorare i bambini sul movimento. L'unica difficoltà è che le indicazioni sono in inglese ma sono sicura che i bambini si divertirebbero molto a creare delle animazioni.
In gruppo abbiamo realizzato due esempi di animazioni che abbiamo caricato tra i materiali prodotti dal nostro gruppo.

27 OTTOBRE 2009- OSSERVIAMO I LIBRI DI GEOMETRIA


Mappa di un’ unità didattica

Per iniziare a prendere confidenza con quello che sarà il nostro futuro mestiere, a lezione abbiamo esaminato un’ unità didattica del libro di geometria della scuola primaria. Siamo partiti da un nostro libro, che abbiamo usato quando noi andavamo a scuola. L’ unità didattica scelta dal mio gruppo era quella sugli angoli, tratta da un libro di quarta elementare.
abbiamo riportato le osservazioni in una mappa concettuale creata con cmap tools.
Abbiamo approfondito l'unità sugli angoli analizzando prerequisiti e contenuti, esercizi proposti...
Poi abbiamo realizzato un'altra mappa che comprendesse tutti gli argomenti di geometria che quel sussidiario proponeva. Riportando argomenti, presentazione della teoria, tipologia di immagini, tipo di esecizi proposti.
Successivamente abbiamo eseguito la stessa operazione su un libro più racente edito nel 2001 quindi 6 anni dopo il nostro per poter osservare similitudini e differenze.

APPROFONDIMENTO L’ etno-geometria e i sona


Etnogeometria
Le culture africane sono particolarmente ricche nelle loro varietà ornamentali. Nell’ Africa centrale e in quella meridionale le donne sovente prendono l’iniziativa di decorare le loro case, i vasi, i cesti, le stuoie con disegni nei quali la ricerca geometrico-artistica gioca un ruolo importante. La simmetria è spesso una caratteristica saliente dei loro disegni.
I sona
La pratica dei disegni Sona appartiene principalmente alla popolazione dei Tchockwe,oltre che ad altre popolazioni che abitano la parte nord orientale dell’Angola. Presso queste popolazioni, i cantastorie tradizionali accompagnano i loro racconti segnando sulla sabbia una serie di punti, ordinati in forma di tabella, tracciando poi in obliquo e secondo determinate regole una linea continua in modo da racchiudere tutti i punti. I disegni così ottenuti possono, inoltre, essere arricchiti, così da ottenere figure che si rifanno alla storia raccontata.
Paulus Gerdes è colui che ha maggiormente contribuito alla ricostruzione dei concetti matematici contenuti nei sona. Gerdes ha classificato i differenti disegni presi in esame secondo le regole utilizzate per la loro esecuzione; inoltre, dopo averne evidenziato alcune proprietà matematiche, ne ha proposto alcuni possibili utilizzi didattici. Una delle prime proprietà descritte riguarda il concetto matematico esprimibile mediante il numero di linee (poligonali) necessarie per completare il disegno di un particolare sona. Tale numero corrisponde al Massimo Comune Divisore fra i due numeri interi positivi che rappresentano il numero di colonne e il numero di righe del reticolo su cui si esegue il sona.

20 OTTOBRE 2009 Impariamo a costruire il tangram…ci facciamo aiutare dai personaggi de “L’era glaciale”


Ed ecco la seconda lezione di matematica… il tema di oggi è ancora il tangram ma questa volta dobbiamo pensare a come potere insegnare ai bambini la costruzione del tangram su un foglio di carta…
Innanzitutto cerchiamo di fare divertire i bambini e creiamo una storia, con personaggi fantastici, attraverso cui i bambini possano capire come cotruire un tangram…
Raccontare loro una storia aiuta a dare significato ai movimenti e alle piegature da compiere, in questo modo, ricordandosi cosa succede ai personaggi della storia, costruire il tangram diventa facilissimo!
Passaggi:
- procurarsi un foglio quadrato e dividerlo esattamente a metà unendo due estremità opposte in modo da ottenere due triangoli uguali
- prendere le altre due estremità opposte del quadrato e uniscile piegando di nuovo il quadrato a metà
- prendere l’angolo destro della base del foglio e portalo verso il centro del quadrato.
- fare lo stesso con l’angolo sinistro
- piegare il lato destro del quadrato fino al centro.
Abbiamo sperimentato su noi stesse che questa modalità funziona e ogni volta che un passaggio non viene automatico basta chiederesi: a questo punto nella storia cosa succedeva?
Questa idea la ritroviamo anche nella pratica dei DISEGNI SONA, dei disegni geometrici molto complessi realizzate da alcune popolazioni africane stanziate in Angola.